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	<title>il punto non c&#039;è.</title>
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	<description>tranquilla Marta non mi sono dimenticato</description>
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		<title>è infatti la città più splendida che ci sia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2012 16:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[las cosas]]></category>

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		<description><![CDATA[gianni scusa se non mi sono fatto sentire in queste tre settimane: “dovevo ambientarmi”, si dice così, no? adesso dopo la prima zuppa di ceci venuta male l&#8217;odore del brodo mi ha ricordato casa, tu, voi, quindi ciao, scusa se &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=624">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gianni scusa se non mi sono fatto sentire in queste tre settimane: “dovevo ambientarmi”, si dice così, no? adesso dopo la prima zuppa di ceci venuta male l&#8217;odore del brodo mi ha ricordato casa, tu, voi, quindi ciao, scusa se non mi sono fatto sentire in queste tre settimane, sto bene, stiamo bene.<br />
abbiamo una casa piccola e bellissima nel barrio di lavapiés. c&#8217;è un materasso per terra (segue storia del materasso) un divano letto e un tavolino (segue storia del divano letto e del tavolino) un forno (segue storia della cicatrice sul dorso della mia mano destra) una tenda al posto della porta del bagno (segue storia di come ce la siamo guadagnata suonando) una manata di nuovi amici (segue storia di come abbiamo conosciuto gianni, gonzalo, joserra, pelaco, pablo y l&#8217;otro pablo, marcosss, josé, la conci, ismael e claude, seidù, pape, l&#8217;ilaria che mi ha messo in salvo il clarinetto, brice che sarebbe francese ma parla italiano perché aveva la morosa a brescia, la vecchia pazza padrona di casa di pape, il messicano canadese dell&#8217;ostello, l&#8217;argentino, i tedeschi in gita, il ciccione coi baffi che suona flamenco malissimo, i rumeni funamboli, il trombettista con le scritte luminose sul pacco, la vale, gli abitanti delle quattordici case orribili in cui hanno cercato di rifilarci una stanza, il caffé touba, gli indianini del ping pong, la tabacalera, il casablanca, gli orti dietro casa coi fricchettoni che giocano a bocce) e mi sono successe un paio di cose che sarebbe meglio raccontare a voce.<br />
mi manca il cuculo, la mia vecchia stanza, marcello, l&#8217;elena, gianluca, giulio, la sara, gioele, la borderì, la deni, mi manca bicio, mi manca suonare con gli zampanò gli acusticanti la banda, mi mancano i reading di barabba, mi manca la sardegna, genova, bologna, cinque o sei persone della mia famiglia, soprattutto due.<br />
sto poco su internet perché non abbiamo ancora internet in casa, scrivo queste cose da un bar che si chiama la playa de lavapiés: nella locandina c&#8217;è una balena e sulla porta del bagno degli uomini c&#8217;è scritto marineros. tutte le volte che vado a lavorare dico vamos a la playa e l&#8217;arianna dice oh oh oh oh oh.<br />
ho ricominciato da capo a scrivere il libro nuovo.<br />
a parte i soldi sto bene, quindi non è cambiato quasi niente: non ci vedevamo troppo spesso neanche prima, no? le storielle adesso a scriverle non sono più divertenti: scene di ordinaria goffaggine con un divano letto sulle spalle dentro al vagone del metrò, ti sarà sicuramente capitato qualcosa di più divertente, ma tanto l&#8217;importante è come le racconti, comunque tutti crediamo che il nostro professore di filosofia del liceo fosse il più cattivo del mondo, ma non è vero, sono cose che capitano a tutti: mollare tutto e andare a vivere un anno nel barrio no es mas loco que otras cosas che hai fatto nella tua vita, di altre cose che altri hanno fatto nelle loro vite: c&#8217;è un certo tipo di vita in cui una mossa del genere fa curriculum: si tratta solo, come al solito, di non diventare una macchietta, jovanotti, manu chao, un hippie, un finto povero, no, ma guarda che sono povero sul serio, ma guarda che sono tutti poveri, c&#8217;è la crisi, ma guarda che per me la crisi c&#8217;è sempre stata, ah, guarda, anche per me, si tratta come al solito di non diventare, non so come dire, populista, con tutte quelle virgole.<br />
jovanotti ha scritto anche delle belle canzoni. anche manu chao. anche gli hippie. anche gesù cristo. non capisco perché devi bestemmiare in continuazione, sei come i preadolescenti quando imparano a sputare per terra. mi piacerebbe che qualcuno mi tagliasse un dito ogni volta che metto in scena la mia vita come se non fosse mia: questo distacco ha fatto il suo tempo.<br />
ma io stesso, pensai stando in piedi nella locanda, non sarei certo in grado di vivere in campagna, per questo vivo a madrid e non ci penso neppure di andarmene da madrid, madrid è infatti la città più splendida che ci sia e in essa ho tutto, tutto ciò che il mondo può offrire. senza neanche accorgersene, chi vive in campagna, col passare del tempo rimbecillisce, crede per un certo periodo che la sua sia una vita originale che fa bene alla salute, e invece la vita di campagna non è affatto originale, anzi per chi non sia nato in campagna e cresciuto per la campagna è una vita insipida che fa solo male alla salute. la gente che si trasferisce in campagna, se davvero si addentra nella campagna conduce un&#8217;esistenza a dir poco grottesca che prima la porta al rimbecillimento e poi alla morte, una morte ridicola.<br />
quest&#8217;ultimo paragrafo era il solito thomas bernhard, il solito soccombente, e io non sono d&#8217;accordo, naturalmente: ho amato ogni ora dei tutti e tre gli anni della mia vita di campagna, ma adesso è <em>diverso</em>, sabes?<br />
con questo non voglio dire che ricomincerò a scrivere sul blog o a usare i vari socialcosi che sto tenendo dormienti in queste settimane. voglio dire che sto bene ai tre che si stavano chiedendo dov&#8217;ero finito: sto bene, stiamo bene, per un po&#8217; vivrò a madrid, anzi, a lavapiés. potete venire a trovarci anche stasera. no, stasera no che ho le prove. insomma, avete capito. la mail è sempre silkeyfoot eccetera eccetera.</p>
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		<title>ogni giorno rosso</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[le cose]]></category>

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		<description><![CDATA[c&#8217;è una ninna nanna zingara, naturalmente. un bolero. un tango. uno stornello. c&#8217;è una messicana che dice mi corazon sufre. c&#8217;è buju big surprise hush baby hush stay just a little big longer oh won&#8217;t you stay just a little &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=599">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;è una ninna nanna zingara, naturalmente. un bolero. un tango. uno stornello. c&#8217;è una messicana che dice mi corazon sufre. c&#8217;è buju big surprise hush baby hush stay just a little big longer oh won&#8217;t you stay just a little bit more rimani ancora un po&#8217; domani è un giorno nuovo una giornata al mare per colpa dei tuoi baci che m&#8217;hanno preso l&#8217;anima de li mortacci tua te lo faccio vedere chi sono io, coricati che ti sgànghero, here comes your man, ci siamo amati fino al sempre degli amanti, come si amano i giovani, two of us riding nowhere a spendere i soldi degli altri, tu scherzi sul fatto che in fondo il tipo che canta è piuttosto carino, let&#8217;s undress just like cross-eyed strangers, ma cosa credevi quando pensavi che non ci saremmo fatti del male?</p>
<p>e quando tua madre non ti invita neanche più a pranzo e tuo padre si lamenta con tua sorella della velocità con cui ti stufi delle cose, e quando i fiorai rivogliono indietro i fiori e le rose non durano un cazzo e ti prendono in giro anche i bambini, e poi quando i simpaticoni di cui ti circondi muoiono o ti annoiano, tryin&#8217; to prove that your conclusions should be more drastic, vieni a trovarmi, reginella, dì alle tue scarpe che non torneranno a casa tanto presto, c&#8217;è jeff buckley che fa l&#8217;imitazione di jim morrison e poi micah fa una cover di jeff buckley, very sexy, very sexy, la barba lunga come tu la vuoi, nick drake un violoncello un panino una birra e poi, per una lira, pensa te, per una lira vendo tutti i sogni miei, mentre la mia testa dice al mio cuore che devo innamorarmi di nuovo e il mio cuore le risponde No, dai, per oggi no, per oggi non ti scappo e stiamo insieme tutto il giorno io e te, peel all of your layers off, I want to eat your artichoke heart, tutto verde com&#8217;era verde il mondo prima, ma poi è tutto un ricordar le cose meglio di com&#8217;erano davvero, teresa, perché mi dai quei soprannomi stupidi, mi chiamo teresa.</p>
<p>c&#8217;è una serie d&#8217;immagini libresche collezionate a casaccio, c&#8217;è la casa di hilde trasportata su ruote e c&#8217;è naturalmente babbo natale ammazzato a bastonate e coltellate che la silvia mi diceva sempre che secondo lei quella è una canzone sulla perdita della verginità poi c&#8217;è naturalmente il pezzo serbo più bello del mondo e il pezzo sardo più bello del mondo e il pezzo tuareg più bello dell&#8217;anno, c&#8217;è il pezzo dub di dj gruff che dice è ora cu cangi e mitti giudiziu e pure quell&#8217;altro che dice quista sira cete mutu mutu cautu e la temperatura sale e allora eddie vedder canta dream a little dream of me stonando il bridge e il guercio guarda le stelle sull&#8217;acqua ferma con quella vocina sottile che no, davvero, non so come cantarla.</p>
<p>whatever is on your mind, just let go, lust let go.</p>
<p>inevitabilmente easy way out e i comignoli rosa e she just likes to fight e un&#8217;altra canzone senza parole che si intitola blank pages.</p>
<p>finisce con la seconda venuta di cristo, ma poi non è finita perché c&#8217;è l&#8217;armeno e poi i klezmatici e poi mesi di latitansa fino al 2 maggio 1973, giorno in cui è stata registrata l&#8217;ultima canzone che è davvero l&#8217;ultima canzone perché si intitola i&#8217;ll get by, ce la posso fare, we&#8217;ll get by.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://db.tt/gUXVWMDr" target="_blank">questo zip</a> si intitola <a href="http://db.tt/gUXVWMDr" target="_blank">ogni giorno rosso</a>, dentro ci sono 53 canzoni nell&#8217;ordine in cui le ho scritte qui sopra. non credo sia una cosa completamente legale, comunque è il mio unico regalo di natale duemilaundici. io il natale non lo sopporto. io con la musica sopporto tutto. se vuoi sapere le cose sulle canzoni avrai sicuramente shazam, oppure scrivimi a silkeyfoot chiocciola gmail punto com</p>
<p>auguri.</p>
<p>(con molte scuse agli artisti coinvolti, che in qualche caso sono miei amici, e per gli altri miei amici <em>sono i soliti pezzi</em>, scusate. spàrgetelo in giro, usàtelo per fare i cd a vostra cugina, fate voi)</p>
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		<title>occhi rossi a colazione</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[croccantissima]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervistare questo soggetto è come lanciare una palla a un cane e il cane invece di scodinzolare e correre a prenderla rimane lì piantato e ti guarda un po’ imbambolato come a dire Vattela a prendere tu la tua palla &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=584">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervistare questo soggetto è come lanciare una palla a un cane e il cane invece di scodinzolare e correre a prenderla rimane lì piantato e ti guarda un po’ imbambolato come a dire Vattela a prendere tu la tua palla che io ho da fare, anche se non ha niente da fare, il cane, forse è solo stanco, forse è solo una brutta giornata, forse i cani sono pieni di brutte giornate, forse la tua palla non la vuole nessuno.</em></p>
<p>Sul sito dei miei amichetti Scrittori Precari c&#8217;è un pezzo del capitolo <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2011/09/23/peggio-dei-documentari-con-gli-sciacalli-che-sbranano-i-cerbiatti/" target="_blank">Peggio dei documentari con gli sciacalli che sbranano i cerbiatti</a>. Inizia con un pezzo dei Nirvana.</p>
<p><em>Sì, è la sveglia del cellulare, non so come sia successo. Tutto il resto funziona: chiamate, messaggi, calcolatrice, fa anche le foto, però la sveglia non riesco più a farla suonare. Anche se lo metto in modalità Normale – uso solo due modalità, Normale e Riunione – che sarebbe come dire silenzioso, non è che faccia tutte queste riunioni – anche se lo metto in modalità Normale, a volume alto, la sveglia non suona. Non è una metafora per dire che sono una simpatica dormigliona e non sento la sveglia: no, magari il cellulare vibra, non lo so. Sì, vibra. Però non suona.</em></p>
<p>Sul sito della mia amichetta Malicuvata c&#8217;è il capitolo <a href="http://malicuvata.it/-modi-verbosi-/-del-2011-/382-due-modi-diversi-di-rapportarsi-a-una-cosa-che-si-rompe.html" target="_blank">Due modi diversi di rapportarsi a una cosa che si rompe</a>. Inizia con un pezzo dei Promise Ring.</p>
<p>Nel frattempo, come vedi dalla colonnina a destra, sono spuntati altri reading, ma ce lo diciamo con calma a tempo debito nei vari socialcosi. Se in questi giorni pensavi di andare a Faenza al MEI, o come si chiama adesso, croccantissima fa bella mostra di sé nella vetrina della <a href="http://casadeldiscofaenza.it/" target="_blank">Casa del Disco</a>.</p>
<p>Se lo vuoi scaricare, se lo vuoi ordinare, sai già cosa fare.</p>
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		<title>growing</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 09:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[croccantissima]]></category>

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		<description><![CDATA[  l&#8217;anno nuovo continua a iniziare a settembre, quindi buon anno. parte oggi la campagna autunnale di croccantissima, il mio nuovo libro che è uscito ad agosto perché l&#8217;abbiamo portato a un festival in sardegna, ma fare uscire i libri &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=525">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.simone-rossi.it/wp-content/uploads/2011/09/cucciolissima.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-526" title="colpi bassi" src="http://www.simone-rossi.it/wp-content/uploads/2011/09/cucciolissima-e1315213638325.jpg" alt="dice che su internet va un casino" width="400" height="266" /></a></p>
<p>l&#8217;anno nuovo continua a iniziare a settembre, quindi buon anno.</p>
<p>parte oggi la campagna autunnale di croccantissima, il mio nuovo libro che è uscito ad agosto perché l&#8217;abbiamo portato a <a href="https://picasaweb.google.com/115693501899267898264/PassaggiPerIlBosco2011" target="_blank">un festival in sardegna</a>, ma fare uscire i libri ad agosto non è una gran mossa dal punto di vista del marketing, quindi ora che è arrivato settembre sono qua a ricordarti che croccantissima esiste, è fatto di carta e <a href="http://disegnini.tumblr.com" target="_blank">disegnini</a> e lo puoi scaricare gratis <a href="http://barabba-log.blogspot.com/2011/08/croccantissima-un-ebook.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>se ne vuoi una copia di carta, perché ti piace questa faccenda dell&#8217;oggetto fisico e del sostegno concreto all&#8217;editoria senza editori, scrivi a <strong>silkeyfoot@gmail.com</strong> e ti spiego tutto. spenderai dieci euro.</p>
<p>il cucciolo potrebbe non essere compreso nel prezzo.</p>
<p>quando dico festival in sardegna, <a href="https://picasaweb.google.com/115693501899267898264/PassaggiPerIlBosco2011" target="_blank">se ci clicchi sopra ci sono centoventitré foto</a>.</p>
<p>i prossimi reading sono scritti nella colonna di destra di questo sito.</p>
<p>aggiungerei che <a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com/2011/08/23/11-settembre-2011-forte-marghera/" target="_blank">domenica 11 settembre sarò a suonare le schegge di liberazione a mestre</a>, quindi la tua copia la puoi ritirare pure al barabbanchetto.</p>
<p>ci piace settembre.</p>
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		<title>superlativo femminile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 19:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[croccantissima]]></category>

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		<description><![CDATA[è il mio nuovo libro. come l&#8217;altra volta, non ha casa editrice. a differenza dell&#8217;altra volta, non ho fatto campagna di preordinazione: ho aspettato che l&#8217;oggetto fosse qui e ora è qui, diobono, ho gli scatoloni di fianco al letto, &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=445">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.simone-rossi.it/wp-content/uploads/2011/08/fronte2-e1313089268322.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-453" title="parecchio." src="http://www.simone-rossi.it/wp-content/uploads/2011/08/fronte2-e1313089268322.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>è il mio nuovo libro.</p>
<p>come <a href="http://www.simone-rossi.it/?page_id=10">l&#8217;altra volta</a>, non ha casa editrice.</p>
<p>a differenza dell&#8217;altra volta, non ho fatto campagna di preordinazione: ho aspettato che l&#8217;oggetto fosse qui e ora <strong>è qui</strong>, diobono, ho gli scatoloni di fianco al letto, mi ride anche il culo.</p>
<p>farselo spedire a casa costa sempre dieci euro, la mail è sempre silkeyfoot@gmail.com, scrivimi e ti spiego.</p>
<p>dieci euro? ma sei pazzo? eh, ma infatti: su <a href="http://barabba-log.blogspot.com/2011/08/croccantissima-un-ebook.html">Barabba</a> si può scaricare l&#8217;ebook gratuito.</p>
<p>le illustrazioni sono di <a href="http://disegnini.tumblr.com">francesco farabegoli</a>.</p>
<p>se ci inviti veniamo a leggerlo a casa tua, nella tua libreria, nel tuo locale, dove ti pare. abbiamo un contrabbasso e un microfono.</p>
<p>credo che per un po&#8217; non parlerò d&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Tabacco formaggio pomodori insalata zucchero caffè biscotti vino rosso acqua spaghetti uova zucchine: ogni tanto Marta si fa un elenco mentale delle sostanze che ha assunto nelle ultime quindici diciotto ore e sembra sempre una lista della spesa, tipo due tre euro di roba, una volta ha fatto il conto preciso e venivano due euro e settanta. No, non è vero: Marta non ha mai fatto un conto preciso in vita sua.</em></p>
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		<title>Fulgence Bienvenüe</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 14:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[barabba26x1]]></category>

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		<description><![CDATA[Una famiglia di banchieri tedeschi, i Rothschild; una di cioccolatai francesi, i Menier. Io di cinema non so niente, però c&#8217;è Georges Méliès. E Max Ophüls. No, davvero, Max Ophüls non mi ricordo chi sia. C&#8217;è Sarah Bernhardt! C&#8217;è Chopin! &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=439">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una famiglia di banchieri tedeschi, i Rothschild; una di cioccolatai francesi, i Menier.<br />
Io di cinema non so niente, però c&#8217;è Georges Méliès. E Max Ophüls. No, davvero, Max Ophüls non mi ricordo chi sia.<br />
C&#8217;è Sarah Bernhardt!<br />
C&#8217;è Chopin!<br />
C&#8217;è Stéphane Grappelli!<br />
E chi sarebbe?<br />
Il violinista di Django Reinhardt.<br />
E Django?<br />
Non c&#8217;è. Però c&#8217;è Guattari! E Merleau-Ponty! Bordieu! La Callas!<br />
La tomba di Maria Callas è un&#8217;urna vuota: le sue ceneri, rubate e successivamente ritrovate, sono ora sparse per il Mar Egeo.<br />
C&#8217;è La Fontaine, quello delle favole di La Fontaine.<br />
(&#8230;)*<br />
C&#8217;è Modigliani, per dire. O Molière, o Yves Montand, e questi erano solo quelli con la M, per non parlare di Jim Morrison e di un certo Stiv Bators, le cui ceneri sono sparse sulla tomba di Jim Morrison, pensa te che fricchettone.<br />
C&#8217;è Honoré de Balzac, per dire.<br />
O Modigliani. C&#8217;è Isadora Duncan.<br />
E chi sarebbe?<br />
Una ballerina.<br />
C&#8217;è Perec! C&#8217;è Pietro Abelardo! C&#8217;è Petrucciani!<br />
Chi?<br />
Un pianista.<br />
C&#8217;è Edith Piaf, che tra parentesi mi è sempre stata sui coglioni. Pure Comte e Colette.<br />
E Cuvier, il padre della paleontologia moderna, chissà se da piccolo invitava le sue compagne di classe a vedere la sua collezione di scarafaggi.<br />
Vabbeh, c&#8217;è Oscar Wilde.<br />
Vabbeh, c&#8217;è Proust.<br />
Gilbert Bécaud cantava questa canzone, si chiamava Domino, con l&#8217;accento sulla seconda o. Era un valzer, le tombe, le piastrine di legno coi numeri disegnati che una dopo l&#8217;altra zum pa pa vengono giù.<br />
C&#8217;è Jean-François Champollion, quello della stele di Rosetta.<br />
C&#8217;è Gustave Doré, quello della Divina Commedia.<br />
Ci sono Gertrude Stein e la sua signora.<br />
Poi c&#8217;è la moglie di Saint Exupéry, era una scrittrice anche lei, sudamericana, si chiamava Consuelo, figurarsi.<br />
Poi mi dicono ci sia Nestor Makhno, un anarchico ucraino, e Fulgence Bienvenüe, senti qua che nome, Fulgenzio Benvenuto, ingegnere civile, il padre della metropolitana di Parigi, in quel cimitero lì, come tutti gli altri, io non ho mai visto Parigi e <a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com/2011/06/16/le-jour-de-gloire-est-arrive/" target="_blank">sto andando a Parigi</a> e mi accontento di poco: spero solo che non piova e qualcuno mi porti al cimitero.</p>
<p>* I tre puntini tra parentesi sono la tomba di Marcel Marceau.</p>
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		<title>altezza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 07:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[disarticoli.]]></category>
		<category><![CDATA[the tallest man on earth]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma cosa vuoi, sono solo una specie di cieco in mezzo a una pianura, bevo l&#8217;acqua quando piove e cerco di non farmi friggere dai fulmini. La salvezza arriverà e sarà un paio di pugni guantati di bianco che stringono &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=434">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma cosa vuoi, sono solo una specie di cieco in mezzo a una pianura, bevo l&#8217;acqua quando piove e cerco di non farmi friggere dai fulmini. La salvezza arriverà e sarà un paio di pugni guantati di bianco che stringono il volante dell&#8217;automobile lucida che ci porterà lontano: c&#8217;è un cartello che dice &#8220;Gira di qua, se trovi la strada&#8221;. E ho tutta l&#8217;intenzione di farmi dimenticare quando non ci sarò più.<br />
Piangevamo dal ridere e galleggiavamo sulle lacrime e poi tornavamo a casa asciutti. Scusa se non ti spiego il motivo, mi aveva detto, vado un po&#8217; di fretta. Scusami tu, le avevo risposto, ho attraversato l&#8217;Atlantico gelido e non c&#8217;è motivo di cercare la verità dentro a miraggi come questi: sei stata una specie di cartello stradale per un paese che non esiste, il sogno di una notte di bassa stagione, ma la vacanza è finita, torniamo a casa.<br />
E così ti saresti innamorata di me? E com&#8217;è possibile? È per quella volta che ho trovato le tue cose nascoste e te le ho rubate? O per come mi concentro quando balliamo? O solo perché ti ho riaccompagnata a casa quella sera? E dire che non ho niente del cosiddetto fascino mediterraneo, non vengo né da Barcellona né da Madrid: sono nato nel profondo nord e il profondo nord è in grado di rovinare un&#8217;adolescenza, credimi. Ma se potessi inventarmi un alto nome, un&#8217;altra identità, eh, se potessi dare la direzione che mi pare al mio destino, ecco, credo che vorrei essere il Re di Spagna. Mi stabilirei a Pamplona e passerei le mie giornate a raccontare barzellette ai tori e a fingere che il sangue sia finto, o sia vino, e quando morirò le signorine singhiozzeranno tra le bottiglie e i coltelli. Mi seppelliranno con un paio di stivali di pelle, boots of spanish leather, come nella canzone di Bob Dylan, poi una corona e un mantello e due passi di flamenco e puf! sparirò, come è sparita l&#8217;illusione di te, di me.<br />
Cammino sulle acque del fiume perché la terra è troppo difficile, ho un coltello in tasca e il nostro futuro nelle mani. L&#8217;amore è tutto, dicono, ma ormai la mia bocca è addestrata ad ammazzare le persone.<br />
E potrei per esempio liberarmi dalle briglie dei cosiddetti scopi della vita e poi mettermi a piangere, come al solito, senza fare nulla per trattenere le lacrime, questa volta.<br />
Vengono giù aghi di pino dal cielo, mi coprono i piedi. Il fiume è la mia salvezza, l&#8217;acqua corrente è sempre la soluzione, la remissione dei peccati, mentre casa nostra crolla sotto la tempesta, i muri sembravano tessuti dai ragni.<br />
Mi hanno sempre dato la colpa di ogni tramonto, sono come la lucina che pulsa nell&#8217;autunno del nostro scontento, tendo il mio arco e ti do la caccia dalla cima della collina, se non ti trovo stanotte ti cercherò fino a domattina. Perché io sono il fuoco che hai acceso in cima alla montagna per non avere paura, ma sono pure l&#8217;acqua della fontana, sai come usarmi per spegnermi.<br />
E avrei fatto tranquillamente a meno di dirti quelle cose, ma era giusto che le sapessi.<br />
Palazzi distrutti, fumo nel cielo, correre in stazione a prendere un treno che mi porti nella città in cui mi hanno detto che ti sei trasferita, impazzire, sognarti da sveglio: &#8220;Quel giorno aveva nevicato, la luce era gialla, nessuno aveva voglia di pulire le strade&#8230;&#8221;.<br />
E in questa terra c&#8217;è un inverno e in questo inverno c&#8217;è un giorno e in questo giorno c&#8217;è un momento in cui tutto va in frantumi e io finirò probabilmente a dormire nei parchi, a nascondermi dalle statue e dalle previsioni del tempo.<br />
Ci vedremo quando salirà l&#8217;alba sui campi del desiderio, quando dimenticherò la mia parte nel coro del tramonto, ci vedremo e staremo zitti, non parleremo degli anni passati talmente in fretta che ci sono rimaste solo delle foto mosse, e non è nemmeno un mosso artistico.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Che poi The Tallest Man On Earth è solo un ragazzo svedese che ha compiuto 28 anni da poco, si chiama Kristian e ha fatto due dischi lunghi e due dischi corti, tutti voce e chitarra, ogni tanto banjo, ogni tanto pianoforte, ma più spesso la chitarra con dei capotasti altissimi e le unghie di plastica finte infilate nelle dita per fare gli arpeggini ai trecento all&#8217;ora e una voce che &#8211; lo dicono tutti &#8211; sembra Bob Dylan quando era ancora vivo. Però intonato. E in canottiera. E niente, stasera Kristian va a suonare in spiaggia a Marina di Ravenna, all&#8217;<a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=199974273371690">Hana-Bi</a>, il sito dice alle nove e mezza, ma prima c&#8217;è un gruppo spalla, si chiamano Francis, ma non li conosco, comunque è l&#8217;unica data italiana di The Tallest Man On Earth, stasera, all&#8217;Hana-Bi, in spiaggia a Marina di Ravenna, è pure gratis, le canzoni dell&#8217;Uomo Più Alto Della Terra parlano di noi, prendi su la macchina tu, dai.</em></p>
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		<title>Fragola?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 16:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina la radio ha detto che Michail Gorbaciov ha compiuto ottant&#8217;anni e ha fatto un festone al Cremlino: c&#8217;era il coro dell&#8217;Armata Rossa, i ballerini di casaciok, l&#8217;Orchestra di Stato, gli ospiti vip, i primi ministri, i presidenti, Toto Cotugno, &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=427">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina la radio ha detto che Michail Gorbaciov ha compiuto ottant&#8217;anni e ha fatto un festone al Cremlino: c&#8217;era il coro dell&#8217;Armata Rossa, i ballerini di casaciok, l&#8217;Orchestra di Stato, gli ospiti vip, i primi ministri, i presidenti, Toto Cotugno, gli Stati Uniti hanno mandato Arnold Schwarzenegger. In Rocky IV c&#8217;è il cameo di Gorbaciov? O era un attore? O non c&#8217;era? Dai, la scena finale, Ivan Drago. Non mi ricordo. E comunque era Stallone, mica Schwarzenegger. Nel film o alla festa di Gorbaciov? E questa era l&#8217;ultima notizia, il giornale radio ritorna alle ore dodici, grazie per l&#8217;attenzione e buon proseguimento con i nostri programmi. Marta ascolta la pubblicità. Il compleanno di Gorbaciov era l&#8217;ultima notizia del giornale radio delle dieci, la festa è stata ieri sera: a quest&#8217;ora Gorbaciov dorme accanto a sua moglie, se ha ancora una moglie. È vedovo, Gorbaciov? Non mi ricordo. Viene su il caffè, Marta spegne il fuoco. Della glasnost&#8217; Marta sa quello che sanno tutti: vuol dire trasparenza, nel senso di chiarezza, dire sempre le cose come stanno; nel caso dell&#8217;amministrazione di uno Stato si tratta di evitare trameschi loschi, fare tutto alla luce del sole, libertà di stampa, onestà. Con la politica della glasnost&#8217; – la perestrojka – Gorbaciov ci vinse le elezioni dell&#8217;86, Marta aveva cinque anni, ma poi ci fu il casino di Chernobyl e la Pravda non disse niente per tre settimane e le mamme ucraine chine con il fazzoletto in testa a bollire latte radioattivo per i bambini con sei dita in un piede, pensa Marta. Di Gorbaciov, Marta sa quello che sanno tutti: ha una voglia sulla fronte. Voglia di cosa? Fragola?</p>
<p>Quando eravamo piccole noi, pensa la Fra, le uniche voglie erano quelle di caffellatte, marroncine, un po&#8217; pelose, anonime, sulle cosce, sul culo. Non ho mai conosciuto nessuno con una voglia di fragola in fronte, ma del resto non ho mai visto un bambino con undici dita, pensa la Fra. Ieri sera sono stata una troia. Francesca la chiamano tutti Fra, qualcuno Francy, Franza, Frànzola, Fragola.</p>
<p>La colazione &#8211; se Michele ha tempo di fare colazione con calma &#8211; è il momento in cui i maschi sono meno uomini: il coltello lento nel burro attento a non rompere la fetta biscottata l&#8217;uniforme strato di marmellata sembra un chirurgo Michele, un bambino chirurgo, un chirurgo femmina. A trecento chilometri di distanza Marta stringe la moka con uno strofinaccio, fa una smorfia, un piccolo rumore con la bocca coperto dalla notizia della festa di compleanno di Gorbaciov alla radio. Michele non si è fermato a dormire dalla Frànzola, è tornato a casa che saranno state le quattro, è andato a letto vestito, ha dormito sei ore.</p>
<p>Michele non sei tu, tu sei la Fra, Marta è tua amica ed è innamorata di Michele, da sempre, ma dice che non è vero, le è passata. Michele con Marta all&#8217;inizio sembrava che, ma poi alla fine niente. Marta ha pianto, ma adesso dice che è tutto a posto. Tu Michele lo odi Fra, sono sei mesi che fa stare male la tua amica, poi gli sorridi in pubblico Fra, certo che gli sorridi, ma lo ammazzeresti, poi una sera tu e Michele vi ubriacate e finite a letto, Fra.</p>
<p>Francesca chiude il rubinetto e si riveste, poi guarda in faccia Michele e gli dice Questa cosa Marta non la dovrà sapere mai.</p>
<p>Michele si lega una scarpa, poi guarda in faccia Francesca e le dice Non la dovrà sapere mai nessuno, questa cosa.</p>
<p>È successo ieri sera, 2 marzo 2011, il giorno dell&#8217;ottantesimo compleanno di Michail Gorbaciov, a trecento milioni di chilometri da Mosca, e Marta non lo dovrà sapere mai, e non lo dovrà sapere mai nessuno.</p>
<p>Da stamattina abbiamo un problema di trasparenza, Franza.</p>
<p>Allora prendi un foglio e una penna e scrivi Se le cose si vedono, vuol dire che non sono trasparenti. Poi vai a capo e scrivi Le cose, per essere trasparenti, deve essere come se non ci fossero. Come se non fossero successe.</p>
<p>Poi accartocci il foglio, lo butti nella differenziata della carta, cerchi le chiavi nella borsa. Una sigaretta, forse. Un giovedì mattina, un giovedì pomeriggio. Magari stasera uscirai un po&#8217; prima dall&#8217;ufficio Fra, andrai al cinema da sola, come al solito, oppure vedrai le altre e berrai un po&#8217; più del solito, salute Fra, a Michele, al suo compleanno, alla sua voglia di fragola, al coro dell&#8217;Armata Rossa, ai vostri prossimi ottant&#8217;anni di evidenze negate, salute.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>questo racconto sta dentro al numero 53 di </em><a href="http://www.prospektiva.it/" target="_blank"><em>Prospektiva</em></a><em>, che sarebbe una rivista fighissima anche se non la facesse il mio amico </em><a href="http://rossopesce.blogspot.com/" target="_blank"><em>fabbrì</em></a><em>, ma il fatto che la faccia fabbrì fa il suo. e niente, il tema di questo numero è Glasnost, ce ne sono 199 copie e vengono via dentro le vaschette di plastica del supermercato, non sto scherzando per niente, c&#8217;è la versione carnazza, la versione patate e la versione cipolle. io l&#8217;altro giorno a Torino ho preso la carnazza. costa sei euro, c&#8217;è la spillina e un Tolstoj estraibile e insomma sembra un po&#8217; McSweeney&#8217;s</em><a href="http://twitter.com/#!/cratete/status/70408715332886528" target="_blank"><em>.</em></a></p>
<p><em>nella versione cartacea questo racconto non va mai a capo, ma ho pensato che un muro di testo digitale, ecco, sapete come vanno queste cose.</em></p>
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		<title>&#8217;cause in the end you&#8217;re just a band</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 17:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[disarticoli.]]></category>
		<category><![CDATA[mercury rev]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet ha vinto perché basta scrivere &#8220;Mercury Rev&#8221; &#8220;Deserter&#8217;s Songs&#8221; rapidshare su Google e puoi scaricare una cartella zip con dentro questo disco. Ti ricordi quando gli zip da internet non li scaricavamo mai perché avevamo paura dei virus? E &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=423">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Internet ha vinto perché <a href="http://www.google.it/#sclient=psy&amp;hl=it&amp;source=hp&amp;q=%22mercury+rev%22+%22deserter's+songs%22+rapidshare&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;oq=&amp;pbx=1&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.&amp;fp=2e4472c3f6dd672b" target="_blank">basta scrivere &#8220;Mercury Rev&#8221; &#8220;Deserter&#8217;s Songs&#8221; rapidshare su Google</a> e puoi scaricare una cartella zip con dentro questo disco. Ti ricordi quando gli zip da internet non li scaricavamo mai perché avevamo paura dei virus? E invece.<br />
Il giochino da fare prima di prendersi un&#8217;ora e un&#8217;automobile o un letto e ascoltare questo disco da capo a fondo è andare alla traccia 3, minuto 1.54: lì, io non ho mai capito perché, il tastierista dei Mercury Rev suona le ultime note di Astro del Ciel, “dormi in pace celeste&#8221;, giuro. È la prima cosa di Deserter&#8217;s Songs che faccio sentire a chi non ha mai sentito Deserter&#8217;s Songs, perché un&#8217;ora e un&#8217;automobile o un letto non si hanno sempre a portata di mano in questa vita frenetica che bla bla bla.<br />
Cosa vuol dire Deserter?<br />
Disertore.<br />
Di cosa parla questo disco?<br />
Il cantante ha finito i neuroni e vede questi buchi scavati da piccole talpe con due cornette del telefono al posto degli occhi e mi fanno ridere mi fanno piangere e poi stecchite come mosche affondano come ghiaia in questo enorme oceano blu che non può essere attraversato, crossed, in inglese si capisce meglio che dentro c&#8217;è una croce. Toda estrella mirada a través de una lagrima es una cruz , c&#8217;era scritto quella volta sul muro.<br />
Come faceva quel pezzo di Cole Porter?<br />
Non mi ricordo.<br />
Eri una specie di guerra civile ambulante in quel periodo: vedevi cori di bambini poi i corpi sparivano e rimanevano solo le voci e gli eserciti che lei teneva a guardia della sua anima ti attaccavano di sorpresa e i suoi occhi come barche abbassavano le vele e l&#8217;equipaggio ti consegnava le spade e le stelle in cielo servivano solo a ricordare che non ci sono stelle nel mare salato, solo croci.<br />
Si scuote tutta la notte come un mare un tempesta poi si arrampica fuori dal letto tra le candele spagnole si alza in piedi come se sotto avesse gli scogli guarda fuori dalla finestra Piove si gratta un polso collassa di nuovo nell&#8217;oceano del pavimento nelle spiagge lunari ci sono disegni di sabbia paragonabili alle linee della sua mano.<br />
Quando piove in questo disco piovono technicolor raindrops e non ti servono molti soldi per prendere il treno d&#8217;argento, l&#8217;importante è trovare un posto in cui dormire e ascoltare questo disco per l&#8217;ultima volta. Stanotte me ne vado da questa città, c&#8217;è il treno lo zaino la luna piena e l&#8217;assolo di sax tenore sotto al ponte con il fuoco nei bidoni di latta e la roba da bere nelle buste di carta, questa città la amo, ma non ho mai tempo di amarla.<br />
In fondo all&#8217;oceano c&#8217;è un fiume secco l&#8217;abbiamo asciugato noi due che non piangiamo più da una settimana, andiamo in macchina insieme guidi tu e vai velocissima e ascoltiamo questo disco a volume molto alto e lo so che non sarà sempre così, non può essere sempre così, sarebbe ingiusto, &#8217;cause in the end you&#8217;re just a band, a funny bird that never lands, and you&#8217;re the only one I know, poi c&#8217;è un assolo di chitarra che sembrano i Pink Floyd in cima a un muro e poi addio, addio all&#8217;oro del suono, la musica non l&#8217;ascolta più nessuno, e tutta questa faccenda del lieto fine obbligatorio io non la augurerei a nessuno, but you&#8217;re the only one I know.<br />
Comunque <a href="http://www.lastfm.it/event/1862231+Mercury+Rev+at+Estragon+on+11+May+2011" target="_blank">domani sera i Mercury Rev suonano tutto Deserter&#8217;s Songs a Bologna</a>. Deserter&#8217;s Songs dev&#8217;essere divertentissimo da suonare tutto a fila perché sono dieci pezzi lenti atmosferici con i testi che hai appena letto, poi arriva Delta Sun Bottleneck Stomp con la cassa dritta e va come un treno e la gente batte le mani e verrà giù l&#8217;Estragon, lo so già. Dipende da quanta gente ci va a sentire un disco di tredici anni fa, speriamo tanta.<br />
Io dei Mercury Rev non so niente. Questo disco è uscito nel &#8217;98 e a 16 anni non ero ancora pronto per i Mercury Rev, adesso sì, adesso i Mercury Rev mi danno una seconda possibilità e quasi quasi ci andrei domani sera a vedere i Mercury Rev che suonano tutto Deserter&#8217;s Songs all&#8217;Estragon, unica data italiana, 15 euro, dai, ci sta, magari prendi su la macchina te, ti chiamo, eh, fammi sapere, iniziano alle dieci.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>comunicazione di servizio: come i più smanettoni avranno già notato, ho iniziato a mettere i disarticoli pure su </em><a href="http://www.vitaminic.it/category/rubriche/disarticoli/" target="_blank"><em>Vitaminic</em></a><em>. poi c&#8217;è il </em><a href="http://finzioni.tumblr.com" target="_blank"><em>tumblr di finzioni</em></a><em>, per chi sa cos&#8217;è tumblr e cos&#8217;è </em><a href="http://finzionimagazine.it" target="_blank"><em>Finzioni</em></a><em>. poi presto suoniamo con gli Spartiti per Scutari tra a Rimini e a Bologna. lo riscriverò, si fredda la pizza. i miei coinquilini hanno fatto in tempo a costruire un forno e io non ho ancora corretto le bozze, merda.</em></p>
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		<title>portami via</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 14:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[barabba26x1]]></category>

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		<description><![CDATA[Enzo Rossi quando vede entrare nel dojo un bambino secco secco la prima cosa che gli dice è: Più grossi sono, più forte è la botta che fanno quando cascano. Come probabilmente saprai, ma le cose è sempre meglio dirle &#8230; <a href="http://www.simone-rossi.it/?p=415">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Enzo Rossi quando vede entrare nel dojo un bambino secco secco la prima cosa che gli dice è: Più grossi sono, più forte è la botta che fanno quando cascano.</em></p>
<p>Come probabilmente saprai, ma le cose è sempre meglio dirle chiare, è uscito <a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com" target="_blank">Schegge di Liberazione</a>, quel libro sulla Resistenza di cui ti parlo sempre quando ti dico che sono in giro per l&#8217;Italia a fare i reading del libro sulla Resistenza. Nel link c&#8217;è tutto quello che ti serve sapere se vuoi scaricare la versione digitale. Se invece sei uno di quelli dell&#8217;odore della carta, ci sono cinquecento copie di carta di Schegge che aspettano solo di essere vendute a te, e questa cosa di fare i libri di carta senza casa editrice non devo dirti quanto mi sembra <em>giusta</em>.</p>
<p>Per avere una copia cartacea di Schegge, scrivi una mail a marcomncrd@gmail.com con oggetto <em>l&#8217;odore della Liberazione. </em>Costa sei euro: appena andiamo in pari con le spese, il di-più va tutto all&#8217;ANPI. Magari la prossima volta che becco Marco mi faccio lasciare qualche copia di carta e faccio la distribuzione per i forlivesi: insomma, se ti pesa il culo e non ti fidi delle poste, scrivi pure a me e ci mettiamo d&#8217;accordo.</p>
<p>Ieri era il 25 aprile e Schegge avrebbe dovuto debuttare a Fossoli, ma è successa una <a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com/2011/04/25/importante-ogni-manifestazione-per-il-25-aprile-a-carpi-e-fossoli-e-stata-annullata-per-lutto-cittadino/" target="_blank">cosa tragica</a> ed è saltato tutto. Però, già che c&#8217;eravamo, ci siamo radunati a casa del Dulinizo e sono successe delle cose meravigliose, come <a href="http://manyinwonderland.tumblr.com/post/4956169246/eravamo-a-casa-del-dulinizo-che-schegge-di" target="_blank">questa</a>.</p>
<p>O <a href="http://www.youtube.com/user/elenamarinelli#p/u" target="_blank">queste</a>.</p>
<p>Sabato 14 maggio lo rifacciamo a Torino (è il week end del Salone del Libro), ma poi ve lo ridiciamo meglio.</p>
<p>Le due righe in corsivo, se non si è capito, sono tratte dal mio contributo alla faccenda: sta a pagina 63, si intitola <em>Dojo Yoshin Ryu</em>, parla di judo.</p>
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